coronavirus aiuti economici alle imprese prime misure d’intervento liquidità per le imprese coronavirus

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coronavirus aiuti economici alle imprese prime misure d’intervento liquidità per le imprese coronavirus

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Parte la rinascita per le imprese:  prestiti garantiti fino al 100%. Con restituzione prevista in 6 anni

Coronavirus aiuti economici alle imprese prime misure d’intervento liquidità per le imprese coronavirus.

La manovra di governo approvata ieri consentirà di contrarre prestiti con garanzia pubblica, cioè copertura da parte dello Stato in caso di mancato rimborso del prestito che arriverebbe fino al 100% per le piccole imprese e al 70% per le medio grandi. Sei anni per ripartire con un tasso di interesse prossimo allo zero.

Sarà possibile contrarre il prestito fino a massimo il 25% del fatturato effettuato nel 2019. Altra novità importante è la burocrazia semplificata, quindi soldi veri e immediatamente disponibili senza troppe carte ma soprattutto istanze bibliche da produrre. Tutto sarà affidato a Sace una società che materialmente emetterà le garanzie pubbliche per le aziende più grandi, mentre per le piccole ci penserà il fondo di garanzia per le pmi. Promessi tempi brevi ma non brevissimi, a causa del doveroso controllo della commissione europea.

Per piccole imprese si intendono le imprese fino a 499 dipendenti con previsione di diverse fasce d’intervento a seconda dell’importo del prestito e anche del fatturato dell’azienda. Per i prestiti più piccoli, fino a 25 mila euro, viene introdotta per tutti una procedura super agevolata. Non è prevista infatti nessuna istruttoria da parte delle banche e nemmeno dal fondo di garanzia. In questo caso la garanzia pubblica opererà fino al 100% del prestito richiesto.

Per i prestiti fino a 800 mila euro e per chi fattura meno di 3,2 milioni di euro, invece, la garanzia pubblica resterà ancora al 100% ma ci sarà una valutazione obbligatoria dell’azienda effettuata dal Fondo che si concentrerà sugli ultimi due anni, con bilanci e dichiarazioni fiscali.

Se il prestito supera gli 800 mila euro, e con un tetto massimo di 5 milioni, la valutazione resta mentre la garanzia scende al 90%. Può tornare piena, e cioè al 100%, solo con l’intervento dei Confidi, i consorzi di garanzia collettiva dei fidi.

Le imprese più grandi sono considerate invece quelle che occupano più di 499 dipendenti per le quali sarà competente il Sace, società che si occupa di assicurazione e servizi finanziari per le aziende che fanno export, controllata da Cassa depositi e prestiti. Anche qui l’intervento è diviso per fasce. In questo caso la garanzia pubblica arriva fino al 90% per le aziende che hanno meno di 5 mila dipendenti e un fatturato fino a 1,5 miliardi di euro e scende all’80% per quelle che hanno un fatturato tra 1,5 e 5 miliardi di euro.

Decorrenza delle richieste

Tutto rimane sospeso per le imprese più grandi poiché si attende l’ok da parte della commissione europea che dovrebbe comunque dare parere positivo.

Previsto anche un tasso non gratuito ma vicino alle zero per permettere un seppur minimo margine per le banche.

Per rimborsare il finanziamento vengono dati sei anni di tempo e l’importo è erogato fino a un massimo del  25% del fatturato dell’anno scorso.